Giugno 19, 2024

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Il Regno delle due Sicilie: ma quale era l’altra?

Una domanda affligge da anni molti studenti che sono costretti a studiare la storia: a quale altra Sicilia si riferivano i Borboni – i vecchi regnanti di Napoli – quando definivano il proprio reame il “Regno delle Due Sicilie”?

Per comprendere appieno la ragione che ha spinto i Borbone a definire così il proprio regno dobbiamo fare molti passi indietro e risalire al basso Medioevo, a un tempo in cui il Sacro Romano Impero aveva come capitale Palermo, sede anche del Regno di Sicilia.

Qui regnava l’imperatore svevo-normanno Federico II, nipote di quel famoso Federico Barbarossa che svolse una guerra contro i comuni della Lega lombarda e che morì durante una crociata (altri imperatori rischiarono di morire in modo più disgustoso). Federico II era un uomo illuminato, che se da parte di padre aveva ereditato l’impero europeo più grande dell’epoca, aveva anche ereditato da parte materna uno dei regni italiani più ricchi e importanti del Medioevo, ovvero quel Regno di Sicilia che aveva unificato il Sud Italia, la Tunisia e parte della Libia sotto un’unica bandiera.

Alla morte di Federico II, gli successero gli eredi, fra cui Manfredi, che fu tuttavia sconfitto a Benevento dagli eserciti francesi di Carlo I d’Angiò, fratello del re di Francia.

I francesi divisero il regno in due parti nel 1262, cercando così di limitare le alleanze politiche militari che potevano crearsi fra i nobili palermitani e napoletani, molto ricchi e considerati i migliori amministratori del loro tempo.

A “creare” tuttavia le due Sicilie fu un evento storico molto importante nel 1282: i Vespri Siciliani, che indussero gli aragonesi di origine spagnola ad accorrere in aiuto dei palermitani (stanchi dei soprusi dei francesi) e a dichiarare guerra agli invasori.

La guerra sarebbe durata a lungo e di fatto andò a definire una situazione geopolitica che si era andata accentuando proprio a causa delle scelte intraprese dai francesi. Separando amministrativamente Napoli e Palermo, queste due città cominciarono a seguire due strade molto differenti, tanto che i territori da loro amministrati cominciarono a essere conosciuti da tutti come le due Sicilie..

Il “Regnum Siciliae citra Pharum” era la Sicilia vera e propria, che sarebbe poi divenuta aragonese, mentre il “ Regnum Siciliae ultra Pharum” era la parte continentale del regno, ovvero tutto il Sud Italia fino al Lazio, in cui a dominare era lo Stato della Chiesa.

Il “Pharum” a cui fanno riferimento queste definizioni era il Faro di Messina, che separava geograficamente le due metà del vecchio regno e fungeva da confine fra i regni dopo la fine del conflitto fra angioini e aragonesi.

Anni dopo, nel 1816, quando i Borbone tornarono a Napoli, dopo i decenni trascorsi a Palermo per colpa delle guerre napoleoniche, decisero di ridefinire il loro regno, dalla fusione dei due regni di Sicilia e di Napoli di cui erano corrispettivamente i sovrani. In tal modo semplificarono la burocrazia, crearono un’unica coorte e accentrarono tutto il potere, in previsione dei moti rivoluzionari che sarebbero comunque sorti nel 1848 non solo nel Regno delle Due Sicilie, ma in tutta Europa.

La conseguenza di questa fusione fu che ancora una volta Napoli fu preferita a Palermo e che in Sicilia cominciarono a diffondersi diversi moti antimonarchici, che sopravvissero fino all’arrivo del Risorgimento.

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