Giugno 17, 2024

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Che faccia aveva una donna Neanderthal?

Com’erano le nostre “cugine” Neanderthal? È stato ricostruito il volto di una donna Neanderthal, grazie alle sue ossa ritrovate in una grotta irachena.

Un gruppo di ricercatori ha realizzato la ricostruzione del volto di una donna di Neanderthal. I numerosi frammenti ritrovati sono stati rinforzati prima di ricomporre il teschio nella sua forma primordiale. Poi sono stati affidati alle sapienti mani di due paleoartisti che hanno realizzato il modello in tre dimensioni. Il lavoro, realizzato per un documentario intitolato Secrets of the Neanderthals, ha un notevole valore scientifico. «Penso che la ricostruzione di questo volto possa aiutarci a capire chi erano i Neanderthal», spiega Emma Pomeroy, paleoantropologa dell’Università di Cambridge che ha partecipato allo studio.

Un luogo unico. Il teschio su cui si basa il modello è stato trovato nella grotta di Shanidar nel Kurdistan iracheno. Qui, già negli anni Cinquanta, furono rinvenuti i resti di almeno dieci uomini, donne e bambini di Neanderthal. Poi nel 2015 un gruppo di studio britannico si imbatté in un nuovo scheletro, che allora venne soprannominato “Shanidar Z”.

Lo scheletro comprendeva gran parte della parte superiore del corpo dell’individuo, compresa la colonna vertebrale, le spalle, le braccia e le mani. Tra i resti si trovava anche il cranio, ma risultava schiacciato in uno strato spesso due centimetri, probabilmente a causa di una roccia caduta nella grotta in passato. «Il cranio era piatto come una pizza», spiega Graeme Barker dell’Università di Cambridge, che guida i nuovi scavi a Shanidar, «Ma questa ricostruzione ci ha riportati a come era in origine».

Un lungo lavoro. Con il permesso del dipartimento delle antichità irachene, i frammenti del cranio sono stati portati nel Regno Unito all’interno di blocchi di roccia, meticolosamente liberati dalla pietra e poi rimessi insieme.

Il complicato puzzle ha impiegato più di un anno per essere completato dagli archeologi. Poi il cranio è stato scansionato e in seguito è stata fornita una stampa 3D agli artisti olandesi Adrie e Alfons Kennis, rinomati per la loro abilità nel creare rappresentazioni anatomicamente fedeli, partendo da ossa e resti fossili.

È una donna? I ricercatori ritengono di sì, anche se non sono state ritrovate le ossa pelviche, che avrebbero fornito la certezza di questo dato. Un’altra prova dell’appartenenza al sesso femminile delle ossa è dato dalla presenza di alcune proteine presenti nello smalto dei denti, associate alla genetica femminile. E anche la bassa statura dello scheletro supporta quest’ipotesi.

Quanti anni aveva? Gli studiosi si sono chiesti quale fosse l’età della donna al momento della morte, giungendo alla conclusione che avesse circa 45 anni.

Lo hanno dedotto, ancora una volta, dai suoi denti, che risultano consumati fin quasi alla radice. «Quando i denti iniziano a consumarsi», sottolinea Pomeroy, «la masticazione non è più efficace e sopraggiungono infezioni alle gengive, come abbiamo riscontrato nel teschio: da questo indizio abbiamo dedotto che la donna fosse arrivata alla fine naturale della sua vita».

La sepoltura. L’antro di Shanidar, dove sono stati ritrovati i resti dei Neanderthal, mostra anche una pratica originale di sepoltura. I corpi venivano deposti con cura in una buca vicino a un alto pilastro di roccia. Tutti i cadaveri erano disposti con lo stesso orientamento. Inoltre il polline presente in uno scheletro ha portato alcuni a sostenere che i Neanderthal potrebbero essere stati sepolti con fiori, ma il gruppo di ricercatori britannico ritiene più probabile che il polline sia stato lasciato da api scavatrici arrivate successivamente.

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